Nell’ambito del nuovo allestimento del museo “A. Salinas” di Palermo si è scelto di illustrare le sezioni dedicate alla Preistoria della Sicilia e alla storia di Palermo con carte che permettessero di visualizzare l’evoluzione del popolamento nella più antica storia dell’uomo e le trasformazioni urbane della città di Palermo.
Realizzate in collaborazione con il Dipartimento del Turismo dello Sport e dello Spettacolo Osservatorio Turistico (LabGIS) della Regione Siciliana, le carte sono il risultato di un lavoro interdisciplinare condotto dagli archeologi del Museo e dallo specialista del LabGIS. E’ stata quindi elaborata una cartografia dinamica, facilmente implementabile nei contenuti e che possa essere sia riprodotta in stampa sia disponibile per una consultazione remota attraverso l’infrastruttura informatica del Dipartimento Turismo. Questa collaborazione istituzionale ha anche permesso l’arricchimento dei dati archeologici dei geodb dipartimentali, a vantaggio di una serie di app già pubblicate e in corso di elaborazione da parte del LabGis dell’Osservatorio, confermando altresì, l’importanza di un approccio trasversale per favorire la comprensione di fenomeni storico-culturali complessi. Le mappe sono da considerare pertanto come sistemi dinamici che verranno arricchite in progress attraverso l’evolversi degli studi e delle ricerche sul campo.
La Preistoria in Sicilia
ll nuovo allestimento della sezione preistorica del Museo Salinas ripercorre la storia più antica della Sicilia: dal Pleistocene alla comparsa dell’Uomo, dalla rivoluzione neolitica all’età dei metalli fino al periodo protostorico, in un viaggio nel tempo documentato attraverso una selezione di quasi settecento materiali provenienti da scavi effettuati nell’Ottocento e da recenti ricerche.
Per visualizzare ed apprezzare l’articolata distribuzione nel territorio della Sicilia dei siti preistorici venuti alla luce attraverso le ricerche archeologiche condotte a partire dal XIX secolo, si è ritenuto utile realizzare quattro mappe tematiche relative alle periodizzazioni della Preistoria: Paleolitico-mesolitico, Neolitico, Eneolitico, età del Bronzo nelle quali sono georeferenziati i principali complessi archeologici: necropoli, grotte e ripari, insediamenti, aree sacre, etc. con un particolare approfondimento sulla Sicilia centro-occidentale maggiormente documentata nel percorso espositivo del Museo.
Le carte consentono di visualizzare le trasformazioni del popolamento e il progressivo intensificarsi degli insediamenti nel territorio siciliano. Così dalle grotte e dai ripari delle prime comunità di cacciatori-raccoglitori del Paleolitico superiore, ubicati principalmente in prossimità delle coste, attraverso il Mesolitico, si diffondono nell’età neolitica i villaggi stanziali delle prime società di agricoltori e allevatori. Con il successivo passaggio all’età dei metalli si registrano le prime forme di aggregazione abitativa su ampia scala e si introducono profondi cambiamenti tecnologici (metallurgia, uso del tornio), verosimilmente riconducibili a contatti con altre realtà del Mediterraneo.
Ad ogni elemento georeferenziato è associata una breve scheda con i dati essenziali che si prevede di implementare con materiale iconografico, informazioni di dettaglio e indicazioni bibliografiche in modo da costruire la struttura per una ricerca più estesa e per un Gis sulla Preistoria in Sicilia.
La distribuzione territoriale e cronologica dei siti dei pannelli in esposizione al Museo Salinas, è stata resa anche attraverso un’app interattiva, raggiungibile attraverso QRCode e link riportati in calce a questo articolo. Le mappe in formato raster, sono invece scaricabili facendo click sulle figure che seguono.




Puoi anche utilizzare il servizio Wms per costruire la tua mappa e/o consultare le stesse in maniera interattiva, dal tuo cellulare o da PC, attraverso questi link:

Le mappe del centro storico di Palermo
Recenti indagini archeologiche hanno profondamente modificato le nostre conoscenze sulla storia di Palermo. Per questa ragione il Museo Salinas ha dedicato, nel nuovo allestimento, un’ampia sezione alla storia della città in cui sono esposti reperti archeologici, provenienti da vecchi e nuovi scavi. Si è pensato fosse necessario accompagnare gli oggetti con carte tematiche che permettessero ai visitatori di visualizzare sia le aree interessate dai saggi archeologici da cui provengono le informazioni sulla città sia le trasformazioni progressive del tessuto urbano. Sono state progettate tre carte che mostrano come Palermo da città di bizantina di secondaria importanza sia diventata in età islamica una grande metropoli mediterranea, la capitale dell’emirato di Sicilia, e poi la capitale del regno normanno. Una quarta carta localizza i principali scavi archeologici e ritrovamenti effettuati in città dalla fine dell’Ottocento dando particolare rilievo alle recenti indagini della Soprintendenza di Palermo e evidenziando i siti che hanno restituito oggetti esposti al museo
Nelle carte si sono resi visibili quegli elementi che hanno determinato e profondamente plasmato la forma della città ma che dopo i grandi interventi urbanistici di età moderna non sono più percepibili: i due fiumi, Kemonia e Papireto, interrati nel ‘500, l’ampio porto estuario, da cui la città prende il nome di Panormos (tutto porto), e le due cinte murarie, quella antica, che chiude il primo ridotto nucleo urbano, lambito dai due fiumi, e quella più estesa, costruita tra la tarda età islamica e la prima età normanna. Sono inoltre rappresentati la formazione progressiva del tessuto viario, la crescita dell’abitato e gli elementi caratterizzanti ciascuna fase storica, come i mercati, gli edifici di culto, le sedi del potere, gli spazi pubblici, le aree artigianali. La localizzazione di questi elementi è proposta sulla base dei risultati degli scavi archeologici, delle fonti scritte e delle strutture monumentali conservate.
Sul satellitare sono stati identificati, georeferenziati e segnati tutti i tratti conservati di mura urbiche e, attraverso i catastali borbonici e parte della cartografia storica è stata ricostruita, seppur ipoteticamente, il tracciato dei tratti demoliti. Si è georeferenziata la carta idrogeologica del centro storico di Palermo, realizzata da Pietro Todaro, per restituire i paleoalvei dei fiumi Kemonia e Papireto.
In questa fase, per la costruzione del geodb, i dati archeologici e monumentali sono stati integrati con le prime notizie ricavate dalle fonti scritte, per pervenire ad una scheda sintetica che si prevede di implementare in un successivo momento, con materiale iconografico, informazioni di dettaglio, indicazioni bibliografiche, etc..
Il lavoro, così condotto, ha permesso di redigere le stampe dei quattro pannelli in esposizione al museo consentendo di predisporre una solida base per la seconda fase del lavoro, che prevede la pubblicazione di una webapp interattiva divulgativa destinata ai visitatori del museo e all’utenza esterna.
Le quattro carte, rese disponibili in download in questo articolo, rendono immediatamente percepibili, oltre all’ampiezza del lavoro archeologico, tre diversi momenti della vita della città e la dimensione della trasformazione urbana nel tempo. La città tardoantica e bizantina (Fig. 1) appare di ridotta estensione, racchiusa dall’imponente cinta muraria fenicio punica.
La carta della città islamica (Fig.2) riflette lo straordinario sviluppo di quella che gli ultimi studi descrivono come una grande metropoli integrata nelle reti commerciali mediterranee e con una articolazione urbanistica aperta e polinucleare.
Grazie ai recenti scavi è stato possibile segnare l’estensione dell’abitato sino al fiume Oreto, le necropoli e alcune delle aree artigianali. Le fonti scritte hanno permesso di localizzare, seppur ipoteticamente, oltre alla grande moschea e alle porte urbiche, la sinagoga, l’area delle chiese, i quartieri urbani, i mulini, i bagni.
La carta della città normanna (Fig. 4) mostra infine un panorama urbano modificato, con una contrazione dell’abitato rispetto all’età islamica, un’ ampia cerchia di mura che circonda l’abitato e una straordinaria concentrazione di chiese nell’area della città antica. Si individuano tuttavia anche le moschee , la sinagoga, i bagni, i mulini, restituendo la complessità del tessuto sociale e urbano della città normanna. La documentazione permette anche di segnare parte del tessuto viario che coincide per alcuni segmenti con quello attuale.
———————————————-oOOo———————————————
A cura di: Massimo Cultraro: Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale C.N.R.- Maria Lucia Ferruzza – Alessandra Merra – Elena Pezzini: Museo Archeologico regionale “Antonino Salinas” – Dipartimento dei Beni culturali e dell’Identità siciliana – Maurizio Bombace (sistema informativo geografico) LabGIS dell’Osservatorio Turistico e dello Sport – Dipartimento del Turismo, Sport e Spettacolo della Regione Siciliana





