Con la web-app qui presentata, viene proposta un’interessante sintesi geografica dei principali e più significativi sistemi difensivi storici della Sicilia, costituiti da castelli, forti umbertini, fortezze e torri distribuite lungo gli oltre 1500 chilometri del perimetro costiero. In maniera interattiva sarà possibile esplorare l’ubicazione dei vari elementi architettonici e visualizzarne la scheda sintetica e le foto. La barra di ricerca, in alto a sinistra dell’app, consentirà di reperire con facilità l’elemento in mappa inserendo anche parte della sua denominazione.

Il lavoro, oggi aggiornato nelle tecnologie di pubblicazione, trae origine da una precedente ricerca condotta dal nostro ufficio e curata dalle dott. Angela La Placa e Maria Giovanna Agosta, che hanno provveduto alla georeferenziazione degli elementi del sistema difensivo regionale, corredando i dati con schede descrittive e documentazione fotografica.
In calce all’articolo sono riportati i principali riferimenti bibliografici e iconografici.

Questo tema geografico, oltre che richiamabile in molte delle web-app pubblicate dall’Osservatorio, attraverso il widget “aggiungi dati”, è stato reso disponibile di default nella mappa dei Sentieri e dei Cammini per la mobilità dolce

Castelli di Sicilia (a cura di Angela La Placa)

La storia dei castelli in Sicilia ha origine già in età bizantina, quando l’espansione islamica rese necessario costruire fortificazioni per contrastare l’avanzata araba. Successivamente, gli stessi arabi, impegnati anche in conflitti interni, mantennero e rafforzarono le strutture difensive esistenti.

È tuttavia con la conquista normanna e l’introduzione del sistema feudale che si apre la stagione di massimo sviluppo dell’architettura castellana. Con gli Altavilla e, successivamente, con Federico II, si afferma un sistema fortificato articolato, destinato a caratterizzare il Regno di Sicilia.

Il castello regio, sorgeva nel posto più elevato del centro abitato e fungeva da cerniera fra cinta muraria della città e la campagna circostante (come nel caso del Palazzo Reale di Palermo) o il porto. Aveva molteplici funzioni: oltre ad essere sede di rappresentanza per il re, la corte ed i funzionari regi di diverso ordine e grado, ospitava guarnigioni di soldati e masserie, difendendo la città sia dagli attacchi interni, da parte della popolazione insofferente, che esterni.

Il castello feudale, invece, sorgeva a difesa dei possedimenti “baronali” dell’entroterra dell’isola caratterizzati da un’orografia molto mossa (come nel caso di Milazzo o di Montalbano Elicona in provincia di Messina, ma non solo).

Molti dei castelli feudali siciliani, quelli che vanno dall’XI al XIV secolo, vengono costruiti sulla sommità di roccaforti naturali o artificiali, assumendo così una particolare fisionomia, determinata dalla posizione dominante: in ogni caso si tratta di impianti ex novo, spesso nati dall’ampliamento edilizio di una torre fortificata (dongione), costruita in posizione elevata, a dominio visivo o di quota, della zona circostante.

Il centro abitato prossimo al castello poteva essere già esistente o poteva determinarsi per aggregazione delle abitazioni della popolazione, di contadini o di artigiani gravitanti attorno alla vita del castello.

La creazione di questo layer tematico permette un agile approccio al ricco patrimonio castellano isolano, offrendo la possibilità di conoscere la Sicilia e la sua storia medioevale, attraverso la testimonianza dei castelli che ne connotano in modo peculiare il paesaggio.

Per una scelta editoriale si è deciso di pubblicare non solo i castelli in “buono stato di conservazione” (E), ma anche le emergenze ruderali la cui consistenza è di “pochi resti visibili” (PRV).

Torri costiere siciliane (a cura di Angela La Placa)

 Le coste siciliane sono puntualmente contornate da un imponente sistema di torri che difendevano l’isola dai continui attacchi dei pirati barbareschi: dal medioevo in poi, infatti, le coste siciliane furono fatte oggetto di improvvise quanto drammatiche incursioni che lasciavano desolazione e distruzione per le feroci razzie di merci ed esseri umani.

Il primo vero e proprio progetto di fortificazione della costa siciliana fu redatto dall’arch. senese Tiburzio Spannocchi su incarico del vicerè di Sicilia Marcantonio Colonna, dal 1577 al 1579.
Le torri, progettate in vicinanza di centri abitati, porti e redditizie attività produttive come tonnare e saline, consentivano l’immediata segnalazione dell’incombente pericolo alle torri vicine ed al territorio retrostante, a sua volta presidiato da Castelli e fortificazioni, mediante segnalazioni visive di fuoco (fani) e fumo o sonore, con campanelle e “brogne” (grosse conchiglie).

Circa un decennio dopo lo Spannocchi, nel frattempo richiamato in Spagna, Marcantonio Colonna incaricò Camillo Camilliani di rafforzare ed integrare il sistema difensivo costiero, divenuto inadeguato contro le notevoli forze navali militari dispiegate in mare dall’impero Ottomano.

Dal punto di vista funzionale le torri si distinguevano in due grandi categorie: le torri di difesa vere e proprie, che sorgevano vicino ai centri abitati ed erano provviste di guarnigione armata; le torri di guardia o di avvistamento (guardiole) più piccole, disposte sulle alture per sorvegliare molte miglia di mare. Amministrativamente, invece, si distinguono tre tipi di torri: le torri di Deputazione, direttamente gestite dal Regno di Sicilia e le torri poste sotto la gestione delle Universitas locali, dotate di spesse mura merlate e cannoniere, ma anche di cisterne per l’acqua piovana, utili in caso di assedio prolungato; infine le torri appadronate, cioè private, concepite come magazzini fortificati di difesa delle attività e della produzione agro-pastorale, oltre che delle maestranze.

In realtà queste costruzioni sono affini agli edifici rurali: infatti la struttura di queste risponde perfettamente al tipo di costruzioni agricole disseminate in tutto il territorio siciliano come bagli, masserie e mulini, costruiti anch’essi con materiale locale.

Le torri di Sicilia più antiche (le cd. Saracene) risalenti al 1300 – 1400 erano a pianta circolare e di aspetto cilindrico. Le torri camilliane invece presentano una pianta quadrata con rafforzamento a scarpa della base ed elevazione su tre piani.

Fortezze spagnole e forti umbertini (a cura di Maria Giovanna Agosta)

Il dataset tematico contiene la localizzazione georeferenziata di alcune delle fortezze siciliane del XVI secolo, riferibili all’imponente programma di ristrutturazione delle difese costiere delle principali città del Regno di Sicilia avviato da Carlo V d’Asburgo contro le pericolosissime incursioni dei pirati ottomani.

La realizzazione fu affidata all’Ing. Antonio Ferramolino che introdusse in Sicilia i principi della fortificazione alla moderna di età rinascimentale, già usati al nord e rispondenti all’uso di nuovi strumenti di guerra; caratteristiche di queste fortezze sono le strutture bastionate con mura basse ed inclinate, capaci di assorbire il tiro quasi orizzontale delle coeve artiglierie, i baluardi poligonali a spigoli esterni acuti ed i perimetri circondati da fossati che sostituirono o inglobarono mura alte e merlate e torri quadrate di medioevale memoria.

In questo layer non sono comprese le strutture difensive che  rientrano nell’ambito dei Castelli fondati in età medioevale, che nel tempo subirono rimaneggiamenti e ristrutturazioni  diverse, comprese quelle tra il ‘500 ed il ‘600 sotto il governo spagnolo: in questo caso la fase edilizia spagnola, pur avendo dato luogo ad un rafforzamento imponente, come ad esempio nel caso di Milazzo o di Augusta, viene considerata solo una delle fasi storiche che hanno interessato la fortificazione. Motivo per cui si rimanda al layer sui Castelli medioevali.

Il dataset contiene anche la localizzazione georeferenziata di alcuni dei cosiddetti Forti Umbertini, facenti parte del sistema difensivo costiero dello stretto di Messina e comprendenti 22 opere fortificate distribuite sia sulla costa calabra che su quella siciliana. In particolare contiene quelle Batterie da Costa situate nel territorio messinese, a difesa sia del versante ionico che tirrenico. La loro costruzione fu realizzata in un arco di tempo che va dal 1884 al 1914, a ridosso della Prima Guerra Mondiale.

Sono opere di straordinaria ingegneria militare che hanno superato sia il terremoto del 1908, sia le due guerre mondiali. Presentano caratteristiche architettoniche proprie, con terrapieni e fossati di gola, ingressi a ponte levatoio, forti muri di cinta con strette feritoie per il posizionamento della fucileria. Sofisticati sistemi garantivano le riserve d’acqua e l’isolamento delle polveri da sparo dall’umidità.

Fonti

Castelli medievali di Sicilia. Guida agli itinerari castellani dell’isola. C.R.I.C.D.; Regione Siciliana, Assessorato dei Beni Culturali Ambientali e della Pubblica Istruzione, 2001;

Le torri nei Paesaggi costieri siciliani (secoli XIII-XIX), a cura di: Ferdinando Maurici, Adriana Fresina, Fabio Militello Regione Siciliana Assessorato dei Beni Culturali, Ambientali e della Pubblica Istruzione, Dipartimento dei Beni Culturali, Ambientali e dell’Educazione Permanente Palermo, 2008;

La Fortificazione Permanente dello Stretto di Messina” – storia, conservazione e restauro di un patrimonio architettonico e ambientale, M. Lo Curzio e V. Caruso  EDAS, Messina 2006.

Sitografia

https://www.icastelli.it

https://www.esplorasicilia.com

https://www.messinafortificata.it

https://www.fortecavalli.it

Immagini tratte da:

Castelli medievali di Sicilia. Guida agli itinerari castellani dell’isola. Assessorato BB.CC.AA. e P.I., Palermo 2001;

Fondo Orao e Location Guide, Fabio Militello, Ferdinando Maurici, Sandro Scalia, Soprintendenze per i BB.CC siciliane, etc.. su concessione del C.R.I.C.D., Centro Regionale per l’Inventario e la Documentazione grafica, fotografica, aerofotogrammetrica, audiovisiva, filmoteca regionale siciliana;

Wikimedia Commons e AA.VV. citati nelle schede.

I dati vettoriali sono stati geolocalizzati su carte tecniche regionali (CTR) in formato raster con l’ausilio di Ortofoto 2007_08.

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